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APRILE 2019

Per i nostri 75 anni unaltra carezza dal PapaCorreva l’anno 1955 e un lungo corteo attraversava le strade di Roma, un corteo composto non da uomini in divisa o militari, e nemmeno da folle oceaniche radunate sotto le bandiere e con gli slogan di qualcuno dei partiti dell’epoca (Democrazia Cristiana o Partito Comunista Italiano, i partiti “di massa”, capaci negli anni ’50 di radunare migliaia di persone, solo tramite il passaparola o la lettura dei manifesti…). I partecipanti a questo singolare evento erano infatti vestiti in abbigliamento sportivo e vennero guardati, all’epoca, anche con un po’ di sospetto e curiosità, in un’Italia davvero molto, molto diversa da quella di oggi. Per il primo decennale di vita del Centro Sportivo Italiano, infatti, fu organizzato un grande raduno nazionale di tutti i tesserati sportivi; principalmente podisti, ciclisti, calciatori e pallavolisti, ma anche motociclisti e piloti di automobile… insieme a dirigenti, allenatori, arbitri e giudici di gara, quasi 40.000 persone sfilarono per le vie del centro, in direzione Vaticano. Al termine della giornata, l’incontro del C.S.I. con il Papa, Pio XII, quel Papa Pacelli, ormai anziano, che però aveva sollecitato e auspicato dieci anni prima la fondazione e la ricostruzione di un Ente di Promozione sportiva cattolico. Un Papa ritenuto come l’ultimo ancorato ad un’epoca passata e ormai al tramonto, e che aveva invece ispirato il fondatore Luigi Gedda a creare un soggetto nuovo, sulle ceneri di quello che era stato dichiarato fuori legge, come tutte le associazioni indipendenti, dalle leggi fasciste; un soggetto che non fosse però dedicato esclusivamente allo sport nel mondo della Chiesa o cattolico, ma che si aprisse alla totalità della popolazione, in uno sforzo epocale di promozione dell’etica e dell’educazione. Una giornata passata alla storia: chi vedeva in questo raduno (segno di un grande senso di appartenenza, il CSI all’epoca contava infatti solo 100.000 tesserati…) qualcosa di ridicolo e senza futuro, e tutti quelli che, ricordando le adunate in camicia nera, additavano con sospetto un assembramento inusuale di così tante persone “in divisa”, anche se sportiva (eravamo ai tempi della Guerra Fredda), si è dovuto ricredere fino ai giorni nostri… Sabato 11 maggio, Papa Francesco riceverà nuovamente una delegazione del CSI, in un’udienza dedicata alla celebrazione del 75esimo della nostra associazione. A differenza dei 50.000 del 2014, in piazza San Pietro, saranno solamente i 140 Presidenti Provinciali, quelli Regionali e il Consiglio Nazionale, oltre ai dipendenti di via della Conciliazione e, ovviamente, gli assistenti ecclesiastici, a rappresentare il milione e duecentomila tesserati attuali e, idealmente, tutti gli altri che hanno percorso con loro questi 75 anni. Con l’occasione, abbiamo deciso di portare a Papa Bergoglio un piccolo, umile, ma significativo oggetto, per lasciare un segno di questa ricorrenza. Ciascun Comitato è stato invitato a riempire un sacco, più o meno grande, con prodotti sanitari e simili (lamette, sapone, bagnoschiuma, cerotti, salviette, fazzoletti di carta, shampoo, dentifricio, spazzolino…). Tutto quanto raccolto, sarà consegnato direttamente al Santo Padre che provvederà, attraverso il suo Elemosiniere, alla distribuzione ai poveri assistiti dal Vaticano, in particolare nei dormitori. Da domani, tutti quelli che vorranno lasciare un piccolo oggetto per partecipare a questo bel momento di solidarietà (società sportive, atleti, istruttori, dirigenti, arbitri, componenti delle commissioni tecniche) potranno farlo, passando alla Segreteria del Comitato Provinciale. In un’epoca come la nostra, dove tutti i giorni vengono messi in discussione valori, utilità e scopi della nostra associazione, invitata a volte a farsi da parte dall’affacciarsi di nuovi soggetti sportivi ispirati da criteri aziendalistici, un modo per ribadire la nostra missione: al servizio di tutti, partendo dagli ultimi.

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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