Valore non valido
Valore non valido

Speravo de morì primaMARZO 2021.

Proviamo ad immaginare lo Stadio Olimpico di Roma, nella serata dell’addio di Francesco Totti. Dopo 27 lunghi anni di militanza, unici e irripetibili, soprattutto in un mondo del calcio come quello di oggi, tutta la città sembra convocata lì dentro. I tifosi certo, gli ultras e i fedelissimi di sempre, ma anche le famiglie, gli appassionati, i soliti vip e quelli che, comunque, dovevano e volevano esserci. E tutto il mondo collegato, le cerimonie, i discorsi e gli addii a tutti e per tutti. E, per lui, una vita dopo il calcio che, come spesso accade, non è stata poi quella che si era immaginato quel giorno, alla fine della carriera. Sugli spalti, centinaia di striscioni, grandi, piccoli, colorati, vecchi e nuovi, ciascuno con un messaggio, molti davvero originali, simpatici, altri commoventi. Uno in particolare attira l’attenzione, non solo di Francesco Totti, ma di molti addetti ai lavori e, quando dopo tre anni nasce l’idea di una serie, un po’ fiction, un po’ documentario, sugli ultimi anni di carriera del capitano giallorosso fra molte luci e (alcune) ombre, è lui stesso a volerlo come titolo (e anche noi)… Adesso, provate a trasportare lo stesso evento in questi tempi, con gli stadi chiusi per i tifosi e deserti, le telecronache fatte nel nulla, le emozioni del campo e della televisione silenziate e, quando amplificate artificiosamente, diventate a dir poco patetiche. Nessuno ricorderà, fra pochissimo tempo, gli eventi di questo calcio di oggi, di questo sport, di questa epoca; neppure i massimi appuntamenti, come una Finale di Champions oppure dei Mondiali, lasceranno il segno, come invece avvenuto nei decenni precedenti, se privati delle emozioni. Perché, dopo tredici mesi, siamo ancora fermi qua. La zona rossa, ci promette oggi un’apertura (forse) per il mese di giugno. Il lockdown, serve invece per riaprire qualche impianto, se va bene, entro maggio, così come avvenuto l’anno scorso. Gli Enti di Promozione Sportiva restano fermi, anzi no: per qualcuno, pagando un cartellino, si può tornare a fare tutto. Per le Federazioni, gli eventi di preminente interesse nazionale si moltiplicano mese dopo mese (siamo o non siamo terra di olimpionici?), ma vengono poi interrotti a settimane alterne, in attesa dei tamponi e dei protocolli, che in fondo vanno bene tutti, purché qualcuno in definitiva se ne prenda la responsabilità. Con i vaccini, tutto sarà risolto. Se, come si spera, a novembre lo avremo somministrato a tutti (a novembre?) si potrà riprendere una vita normale, mentre raggiungere l’80% dei vaccinati a settembre ci avrà portato l’immunità di gregge. Naturalmente, a tutto questo mancano ancora sei mesi. Mentre in molti paesi esteri tutto è ancora chiuso, ma le scuole sono sempre rimaste aperte, da noi è avvenuto l’esatto contrario; per recuperare l’anno scolastico perso, la scuola terminerà il 30 giugno, anzi inizierà il 1 settembre, ma realisticamente non succederà nulla di tutto questo. Mentre prosegue la didattica a distanza, per il secondo anno consecutivo, allora proviamo almeno a riaprire le scuole calcio... Ma l’Eccellenza, intanto, ripartirà il 18 aprile, con meno della metà delle squadre iscritte, e due mesi di gioco in tutto, ma anche qui è diverso, perché ci sono in ballo le promozioni alla Serie D… Lo sport di base, intanto, è ancora al palo e, fra promesse e rinvii, ci stiamo giocando anche il secondo anno di attività, per palestre, piscine e centri sportivi. Un sacrificio che avremmo anche potuto sopportare, se fosse stato utile, efficace e condiviso da tutti; così, invece, sta diventando insostenibile. All’ennesima video lezione, conferenza via meet, riunione in streaming, i più stanno abbandonando, preferendo una passeggiata, oppure un giro in bicicletta “visto che si può”: ma come dargli torto? Per chi resta indietro, tornano i bonus, che sono poi diventati ristori e, da oggi, sostegni. Pretendere che siano congrui, distribuiti in modo giusto e non discriminanti (non parliamo poi dei soliti furbetti), in epoca di pandemia, è una pura illusione. Nell’ultimo anno, i depositi bancari risultano incrementati addirittura dell’11%, mentre la Borsa ha già recuperato i livelli record del 2019; non tutti, è evidente, pagheranno in ugual modo il prezzo del Covid. Speravo de’ morì prima.    

 

L'editoriale

Speravo de’ morì prima!

MARZO 2021. Proviamo ad immaginare lo Stadio Olimpico di Roma, nella serata dell’addio di Francesco Totti. Dopo 27 lunghi anni di militanza, unici e irripetibili...

Leggi tutto »
Vai all'archivio »

banner newsletter

Calendario Eventi

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.