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editoriale luglio

LUGLIO 2026.

Nel mese di maggio del 1891, quindi 135 anni fa, veniva pubblicata “Rerum Novarum”, Enciclica di Papa Leone XIII, scritta per dare una risposta alle tante istanze, domande, interrogativi, questioni anche drammatiche che si stavano sviluppando, a valle della Rivoluzione Industriale, intorno alla questione operaia, ma anche al progresso tecnologico, al cambiamento della società, caratterizzata da un velocissimo mutamento delle condizioni di vita, l’abbandono delle campagne, l’inurbamento, la costruzione di grandi fabbriche e di intere nuove città. Occorreva ribadire, al più presto, l’avversione della religione cattolica al socialismo, all’ateismo, la difesa della proprietà privata, e incoraggiare, allo stesso tempo, in nome del solidarismo cristiano, un accordo quanto più ampio e pacifico, tra i lavoratori e i loro datori di lavoro, condannando come ingiusta ogni eccessiva sperequazione nella distribuzione della ricchezza, incoraggiando l’intervento dello Stato a tutela dei lavoratori, per garantire il riposo festivo settimanale, orari di lavoro adeguati, la tutela della sicurezza, i diritti delle donne e l’esclusione dei fanciulli dai luoghi di lavoro. Il testo riconosce, per la prima volta, il valore delle organizzazioni operaie e sindacali, funzionali per garantire i diritti fondamentali alla salute, all’istruzione, alla casa e gli altri diritti che, all’epoca, erano ancora tutti da costruire. Nasce da lì, da quella che fu poi definita come la dottrina sociale della Chiesa, la storia delle organizzazioni e associazioni cattoliche, a tutti i livelli, una storia che porterà, non molti anni dopo, alla nascita dello sport cattolico e, successivamente, del Centro Sportivo Italiano. Con grande tempestività, è uscita nel 2026 una nuova Enciclica, “Magnifica Humanitas”, dove Leone XIV riprende la discussione, la aggiorna in base alle istanze e alle sfide della società attuale e, idealmente, racchiude e porta a un livello successivo, le indicazioni di due Encicliche fondamentali di Papa Francesco. “Fratelli tutti”, che proponeva la fraternità e l'amicizia sociale come le vie indicate per costruire un mondo migliore, più giusto e pacifico, con l'impegno di tutti: persone, istituzioni, mondo economico, organizzazioni internazionali, società civile. E la precedente, “Laudato Si’”, che era dedicata alla costruzione di un’ecologia integrale, in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, ma anche la gioia e la pace interiore risultavano inseparabili, tenendo insieme la giustizia sociale e la difesa del creato. “Magnifica Humanitas” parte da un’analisi dell’oggi, dove tutte le tecnologie, non solo l’intelligenza artificiale, rischiano di diventare un mezzo di disumanizzazione della società. In mano a poche mani, per lo più private, algoritmi e scambio di pacchetti di dati e informazioni rischiano di privare miliardi di persone di qualunque controllo sui propri destini, la sicurezza, la salute, i dati sensibili, ma anche le professioni e i diritti fondamentali. L’enciclica, tramite l’esposizione di due immagini bibliche, mette a confronto due possibili evoluzioni, antiche eppure modernissime, della nostra società. Il tentativo di edificare una nuova Torre di Babele, che si è posta nella dimensione dell’assolutizzazione dell’umano e della pretesa di autosufficienza, oppure la costruzione delle Mura di Gerusalemme narrata nel libro di Neemia: il popolo esule che torna e ricostruisce le mura, ciascuna famiglia il proprio tratto, con mani diverse e tecniche diverse, ma verso la stessa città. Leone XIV, indica la grande sfida di oggi: non è possibile sfuggire l’importanza della IA, ma nemmeno subirne passivamente la fascinazione, richiamando la necessità di “rimanere umani”: “nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione abbiamo il dovere di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore. Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa”. Per tutti noi, dalla lettura di questo documento fondamentale, che riprende il tema della formazione dell’uomo contemporaneo citando, allo stesso tempo, Platone e Hannah Arendt, un monito solenne: il nostro impegno all’interno della società e delle associazioni, non è solamente un diritto, ma un dovere fondamentale, anzi, il più importante dei doveri.

Andrea De David

presidenza@csibologna.it

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L'editoriale

Magnifica Humanitas

LUGLIO 2026. Nel mese di maggio del 1891, quindi 135 anni fa, veniva pubblicata “Rerum Novarum”, Enciclica di Papa Leone XIII, scritta per dare una risposta...

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